Alanís

Alanís es un municipio español situado en la comarca de la Sierra Norte de la provincia de Sevilla, comunidad autónoma de Andalucía. Su población en 2011 era de 1859 habitantes.

La villa de Alanís está situada al norte de la provincia de Sevilla, en las estribaciones de Sierra Morena, a 106 Km de la capital provincial. Su término municipal limita al norte con los de Malcocinado y Azuaga, en la provincia de Badajoz, al este con Hornachuelos, en la provincia de Córdoba, al sur con los municipios sevillanos de Las Navas de la Concepción, Cazalla de la Sierra y San Nicolás del Puerto y al oeste con el de Guadalcanal.

Evolución de la población durante el siglo XX. Obsérvese la acelerada pérdida de población por la emigración en la segunda mitad del siglo, especialmente en la década de 1960.

Su escudo data del siglo XV y fue usado por las milicias concejiles en la guerra contra los moros, y en la guarnición del castillo. Conquistada por Fernando III en 1249, meses después que Sevilla, Alanís fue escenario de enfrentamientos nobiliarios en la Baja Edad Media, sobre todo en las crisis de sucesión de Los Reyes Católicos y entre los linajes de Guzmán y Ponce de León. A partir de entonces no se conocieron trastornos mayores en este territorio, excepción hecha del levantamiento popular contra las tropas napoleónicas, a principios del siglo XIX.

En 1594 formaba parte del reino de Sevilla en la Sierra de Constantina y contaba con 432 vecinos pecheros.

Se celebran, con mucha participación por parte de la población, unos estupendos carnavales. La romería en honor a María Auxiliadora se suele celebrar el último domingo de mayo. Las fiestas principales del pueblo son la segunda o tercera semana de agosto. Y desde hace cuatro años se celebran unas maravillosas Jornadas medievales el primer fin de semana de septiembre.

Conus striatellus

Conus striatellus is a species of sea snail, a marine gastropod mollusk in the family Conidae, the cone snails and their allies.

Like all species within the genus Conus, these snails are predatory and venomous. They are capable of „stinging“ humans, therefore live ones should be handled carefully or not at all.

Thick shell is cylindrically turbinated, somewhat inflared, and varies in length between 25 mm and 90 mm.Thea spire is of varying height (mostly short), and with distant, spiral ridges on the lower half of the body whorl. The whole surface is distantly encircled by granular striae. The colouration is variable: often creamy orange, variously painted with chestnut longitudinal irregular streaks, usually forming three broad series or bands, zigzagging lines on upper part of body whorl and spire, and with brown bands across central and lower half of body whorl; or pale orange with white shoulder mottling and a central band. The aperture is bluish white.

This species occurs in the Red Sea, in the Indian Ocean off Tanzania, Madagascar, Aldabra; in the Indo-Western Pacific; off Indo-China, Indo-Malaysia, New Caledonia, Fiji, Vanuatu and Australia (Western Australia).

Terricciola

Terricciola is een gemeente in de Italiaanse provincie Pisa (regio Toscane) en telt 4099 inwoners (31-12-2004). De oppervlakte bedraagt 43,4 km², de bevolkingsdichtheid is 94 inwoners per km².

Terricciola telt ongeveer 1611 huishoudens. Het aantal inwoners steeg in de periode 1991-2001 met 3,3% volgens cijfers uit de tienjaarlijkse volkstellingen van ISTAT.

De gemeente ligt op ongeveer 180 m boven zeeniveau.

Terricciola grenst aan de volgende gemeenten: Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Lajatico, Lari, Peccioli.

Bientina · Buti · Calci · Calcinaia · Capannoli · Casale Marittimo · Casciana Terme · Cascina · Castelfranco di Sotto · Castellina Marittima · Castelnuovo di Val di Cecina · Chianni · Crespina · Fauglia · Guardistallo · Lajatico · Lari · Lorenzana · Montecatini Val di Cecina · Montescudaio · Monteverdi Marittimo · Montopoli in Val d’Arno · Orciano Pisano · Palaia · Peccioli · Pisa · Pomarance · Ponsacco · Pontedera · Riparbella · San Giuliano Terme · San Miniato · Santa Croce sull’Arno · Santa Luce · Santa Maria a Monte · Terricciola · Vecchiano · Vicopisano · Volterra

Three Wonders

Three Wonders, known in Japan as Wonder 3 (ワンダー3?) is an arcade game made by Capcom in 1991 using the Capcom Play System (CPS1) platform. It contained three games from which a player may choose:

Three Wonders was ported in 1998 to the Sega Saturn and PlayStation.

Capcom rereleased this collection of games in 2006 onto Capcom Classics Collection Vol. 2 on the PlayStation 2 and Xbox and Capcom Classics Collection Remixed on the PSP.

The main character of the Chariot and Midnight Wanderers games Lou, was used as an assist only character for Marvel vs. Capcom he also had the option character from Midnight Wanderers known as Firestorm with him. His sprite is like an enlarged version of his sprites from Midnight Wanderers, he shares the same position stance, his trademark jump in which he holds his hand on his hat, and also the same shooting animation. The sprites are recoloured in a more vibrant cartoon-esque style, as opposed to the washed out effect from the games, to match the style of the Marvel vs Capcom series. If two players get Lou, then the second player’s pallette is Green, and is most likely based on Siva’s color clothing from the Midnight Wanderers game. Player two’s firestorm is colored orange.

Lou’s Companion Siva, has a character based on him as a tribute, featuring on Capcom’s Cannon Spike game. The character is called Shiba Shintaro.

(500) giorni insieme

(500) giorni insieme ((500) Days of Summer) è una commedia romantica del 2009 diretta da Marc Webb. La pellicola, che vede protagonisti Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt, è il primo film del regista, famoso per la direzione di videoclip musicali.

Il titolo originale dell’opera è un gioco di parole tra il nome della protagonista – che, nell’edizione italiana, è stato modificato da „Summer“ a „Sole“ per esigenze narrative – e il periodo in cui si svolge parte della trama.

Los Angeles. Tom Hansen è un giovane scrittore di cartoline presso una società di biglietti d’auguri, nonostante abbia studiato per diventare architetto. Alla società di cartoline arriva Sole Finn, la nuova assistente del capo, e viene presentata a Tom; per lui è subito colpo di fulmine, ma i due punti di vista nettamente contrari sull’idea di rapporti privati si fanno subito vedere e saranno la causa della loro rottura.

Un mese dopo il primo incontro, nel corso di un karaoke serale, McKenzie, amico e collega di Tom, si lascia scappare davanti a Sole questo sentimento nascosto. Tom e Sole iniziano una relazione, ma se il ragazzo è un romantico che crede nel vero amore, Sole è molto schietta al riguardo e fa subito presente a Tom come non sia interessata a impegnarsi e ad avere un fidanzato. Qualche settimana dopo il primo incontro, Tom ha un litigio con uno sconosciuto in un locale che tenta di abbordare Sole in modo insistente, e proprio per questo si apre con lei il primo litigio.

Il 290º giorno, la coppia si lascia dopo aver visto Il laureato, un film che secondo Tom descrive il vero amore. La rottura causa a Tom una profonda depressione, e i suoi amici chiamano Rachel, sua sorella minore, per aiutarlo a superare il momento. Alcuni mesi dopo, Tom incontra Sole alla festa di matrimonio di una loro collega d’azienda. I due ballano insieme e Sole invita Tom a una festa che darà il venerdì successivo nel suo appartamento. Tom va alla festa e nota che Sole porta un anello di fidanzamento al dito. Quando Tom capisce che quello che si sta celebrando è il fidanzamento di Sole, lascia la festa.

Tom entra in depressione, resta chiuso in casa a bere alcolici e lasciare spazzatura per terra. Tornato al lavoro dopo alcuni giorni, durante la riunione settimanale d’ufficio fa un discorso al termine del quale decide di dare le dimissioni; questo lo spinge a ricominciare i corsi di architettura, prendere in esame alcuni nomi di aziende che richiedono nuovo personale e frequentare colloqui d’assunzione.Il 488º giorno Tom incontra Sole al loro posto preferito, e lui capisce che l’affetto che prova verso la ragazza non può spingerlo a far altro se non riconciliarsi per il bene di entrambi. Il 500º giorno Tom si presenta a un colloquio di lavoro per un’azienda come architetto e qui incontra una ragazza, anch’essa interessata al posto. Prima che venga il suo turno, Tom, si decide a invitarla per un caffè e lei accetta con piacere.

Il film si apre con un avvertimento: «Any resemblance to people living or dead is purely accidental… Especially you, Jenny Beckman… Bitch»; Scott Neustadter, cosceneggiatore, ha ammesso d’essersi basato per il personaggio di Sole su una storia d’amore avvenuta quando era studente presso la London School of Economics nel 2002. La fine del rapporto gli provocò un «dolore terribile e indimenticabile», dal momento che lui era «follemente, pazzamente e perdutamente innamorato» di lei, che però «ha restituito i miei baci, ma non il mio ardore», e questo lo spinse a scrivere una storia tratta da tutti quei fatti insieme a Michael H. Weber. Una volta completata la scrittura della sceneggiatura, Neustadter la fece leggere a questa ragazza, che dichiarò come si ritrovasse nel personaggio di Tom più che in quello di Sole.

Lo stile adoperato per il film segue una narrativa non lineare; per far capire il punto della storia dei due protagonisti, ogni scena è aperta da una cartolina che riporta il numero del giorno che si presenta. La trama è inoltre narrata secondo il punto di vista di Tom. Webb, forte delle sue passate esperienze nella regia di videoclip, alterna diversi metodi di rappresentazione grafica delle sequenze, congiungendo scene in bianco e nero – per esempio, per definire il periodo seguente alla rottura di Tom e Sole.

Zooey Deschanel ha scelto una delle sue canzoni per la scena del karaoke, intitolata The Sugartown Song.

Queste tracce aggiuntive sono disponibili come bonus track su iTunes.

Il film è stato distribuito negli Stati Uniti d’America in maniera limitata il 17 luglio 2009 in 27 cinema, per poi essere garantito a livello nazionale dal 7 agosto seguente.

In Europa il film è stato presentato in anteprima il 5 agosto 2009 all’apertura del 62º Festival internazionale del film di Locarno.

In Italia doveva uscire il 18 settembre 2009, ma qualche tempo dopo è rientrato nella lista di film la cui data è stata cambiata dalla 20th Century Fox, facendo slittare la data al 27 novembre dello stesso anno.

Il primo fine settimana d’apertura, nel corso della distribuzione limitata, ha incassato 834.501$ posizionandosi alla 12ª posizione dei film più visti con una media di 30.907$ di incasso a cinema. All’8 settembre, il film era distribuito nel Regno Unito in 318 sale di proiezione per un incasso di 2ml $. Questo è stato considerato un proficuo 5 giorni (d’apertura) dalla Fox Searchlight, visto che la commedia è riuscita ad eguagliare inizialmente i risultati del più atteso e costoso District 9. In totale l’incasso mondiale è stato di quasi 61 milioni di dollari, di cui poco più di 32 milioni a livello nazionale.

Altri progetti

Peter von Heydebreck

Hans-Adam Otto von Heydebreck, called Peter von Heydebreck (1 July 1889, in Köslin – 30 June 1934, in Stadelheim Prison) was a German Freikorps- and SA leader, member of the Reichstag and a national socialist.

Heydebreck served as an officer in the German Army in World War I. During the German revolution of November 1918, he founded the Freikorps named after him.

During the Third Silesian Uprising in 1921, his troops were foremost in the reconquest of the low mountain at the centre of the Battle of Annaberg, gaining for Von Heydebreck the epithet „the Hero of Annaberg“.

He made a career for himself in the Nazi party, but, during the Röhm-Putsch in 1934, he was brought to Stadelheim Prison and killed by the SS, becoming one of the victims of the Night of the Long Knives.

Three months before his death the city of Kędzierzyn (pl) was renamed on his name. The renaming was only reverted in 1945; the Nazis kept the name despite the fact that he was a victim of the regime.

WWE Intercontinental Championship

The WWE Intercontinental Championship is a professional wrestling championship created and promoted by the American professional wrestling promotion WWE on the SmackDown brand. Along with the United States Championship on the Raw brand, it is one of WWE’s secondary titles. It was established on September 1, 1979 with Pat Patterson as the inaugural champion. Although generally contested in the midcard at WWE shows, it was defended in the main events of presentations such as WrestleMania VI, SummerSlam in 1992, the third and eighth In Your House shows, and Backlash in 2001. It has been called a „stepping stone“ to the WWE World Championship. The current champion is The Miz, who is in his fifth reign.

The term „intercontinental“ in the title originally referred to North and South America. In 1985, the championship belt design changed, the centerplate now centered on the Atlantic Ocean, in a map including western Africa and Europe.

On April 10, 1989, the championship was first defended outside of North America, by Rick Rude against The Ultimate Warrior in Milan, Italy. On March 30, 1991, Mr. Perfect made the first Asian defense against The Texas Tornado at a WWF co-promotion with Super World of Sports in Tokyo, Japan. It first came to Africa on April 6, 1997, when champion Rocky Maivia pinned Savio Vega in Durban, South Africa. Shelton Benjamin made the first Australian defense on April 7, 2006, pinning Gene Snitsky in Brisbane.

WWF North American Heavyweight Champion Pat Patterson became the inaugural champion on September 1, 1979. It was said he had unified his title with the South American Heavyweight Championship, in a tournament in Rio de Janeiro, although both the tournament and South American Championship were entirely fictional.

On October 17, 1999, Chyna became the only woman to hold the Intercontinental Championship by defeating Jeff Jarrett at No Mercy. Following the World Wrestling Federation’s (WWF) purchase of World Championship Wrestling (WCW) in March 2001, the title was unified with the WCW United States Championship at Survivor Series, causing the United States Championship to become inactive. The United States Champion Edge defeated the Intercontinental Champion Test.

In 2002, after the first brand extension had begun, Raw General Manager Eric Bischoff began unifyng his brand’s singles championships. On July 22, 2002, he announced that the Intercontinental Championship would be unified with the European Championship in a ladder match, which saw Intercontinental Champion Rob Van Dam defeat European Champion Jeff Hardy. On August 19, 2002, Bischoff made a six-minute gauntlet match for the Hardcore Championship, with the winner facing Van Dam in a second unification match the next week on Raw. Tommy Dreamer successfully retained his title in that match, but lost to Van Dam in a hardcore match the next week. As a result of the victories over Hardy and Dreamer, Van Dam is regarded as the last European and Hardcore champion in WWE history; these were his first and fourth reigns with those respective titles. On September 30, 2002, Bischoff scheduled another unification match, which would unify the Intercontinental Championship with the recently-created Raw-exclusive World Heavyweight Championship. The match took place at No Mercy the following month and saw World Heavyweight Champion Triple H defeat Intercontinental Champion Kane, making him the Raw brand’s sole male singles champion.

Over Bischoff’s objections, Raw co-General Manager Stone Cold Steve Austin reactivated the Intercontinental Championship on the May 5, 2003 episode of Raw and declared any former champion on the Raw roster eligible to enter a battle royal at Judgment Day for the title. Christian won the battle royal to win the championship and restore a secondary singles title for Raw wrestlers to compete for. Eventually WWE would do the same thing for SmackDown and created a separate set of titles for that brand; for its secondary title, SmackDown reactivated the United States Championship that had been unified with the Intercontinental Championship in 2001, placing the WWE name on it while claiming the lineage of the old WCW title of the same name (much as they did with the Cruiserweight Championship when that became WWE exclusive).

During the 2009 WWE draft on April 13, 2009, reigning champion Rey Mysterio was drafted to SmackDown, making the Intercontinental Championship exclusive to that brand. On October 2, 2011, at Hell in a Cell, Cody Rhodes introduced a modified version of the classic championship belt design with the white strap, with an added modern WWE „scratch logo“ and other embellishments. The first brand extension would end on August 29, 2011, and the title could be defended on both Raw and SmackDown. On August 18, 2014, the Intercontinental Championship belt design (along with all of the other championships in WWE) was updated with the new logo in place of the long-standing scratch logo. On May 31, 2015, the championship was contested for in an Elimination Chamber match for the first time.

In July 2016, WWE reintroduced the brand extension; during the 2016 draft Intercontinental Champion The Miz was drafted to SmackDown. Just days later, he sucessfully defended the title against Raw draftee Darren Young at Battleground, making the title exclusive to SmackDown.

In the early 2010s, WWE was criticized for their scripting of the Intercontinental Champions. In 2013, Darren Gutteridge of Pro Wrestling Dot Net wrote that the „title has proven an albatross for the past decade, with almost all title holders doomed to tread water, usually only beating people decisively when the title is on the line“. The albatross metaphor was also used to describe the title in 2014 by James Caldwell of Pro Wrestling Torch, while Dave Meltzer of the Wrestling Observer said that year that „the [Intercontinental] title isn’t booked to mean much“. Various commentators in 2014 and 2015, including from The Baltimore Sun, Rolling Stone, PWInsider and Pro Wrestling Dot Net have pointed out that the Intercontinental Champion often loses non-title matches, while Mike Tedesco of Wrestleview questioned how Intercontinental Champions „losing too much“ is „supposed to bring prestige to the Intercontinental Championship“.

Following the brand extension on March 25, 2002, all titles in WWE became exclusive to either the Raw brand or SmackDown brand. The following is a list of dates indicating the transitions of the Intercontinental Championship between the Raw and SmackDown brands. The brand extension was discontinued on August 29, 2011, but it was revived on July 19, 2016.

The inaugural champion was Pat Patterson who, as the WWF North American Heavyweight Champion in September 1979 was also declared „South American Heavyweight Champion“ after „winning“ a fictitious tournament in Rio de Janeiro. Patterson unified the two championships into the Intercontinental Championship.

There have been 78 different champions. Chris Jericho has the most reigns with nine. Pedro Morales held the championship for a record total of 619 days and The Honky Tonk Man had the longest uninterrupted reign at 454 days, from June 2, 1987 until August 29, 1988. Dean Douglas had the shortest reign at just 13 minutes 52 seconds. Chyna is the only woman in WWE history to win the title. The youngest champion was Jeff Hardy, who won the championship at 23 years old, while the oldest champion was Ric Flair, who won the championship at Unforgiven in 2005 at the age of 56. There have been ten vacancies throughout the title’s history.

The current champion is The Miz, who is in his fifth reign. He won the title on the April 4, 2016 episode of Raw in Dallas, Texas by defeating Zack Ryder, who had just won the championship the night before at WrestleMania 32.

Giurisdizione esclusiva

La giurisdizione esclusiva è una delle articolazioni della giurisdizione amministrativa nell’ordinamento italiano, ai sensi dell’art. 7 del Codice del processo amministrativo (Decreto legislativo n. 104 del 2 luglio 2010).

In generale, il giudice amministrativo giudica sulla legittimità dei provvedimenti, degli accordi e dei comportamenti dell’autorità amministrativa lesivi di interessi legittimi. Per quanto riguarda la tutela dei diritti soggettivi è invece competente il giudice ordinario.

In deroga a tale criterio generale di riparto di giurisdizione, l’art. 103 della Costituzione ammette che i TAR e il Consiglio di Stato possano avere, in particolari materie indicate dalla legge, una giurisdizione estesa alla tutela dei diritti soggettivi nei confronti della pubblica amministrazione (cd. giurisdizione esclusiva).

L’elenco delle materie attribuite in via esclusiva alla competenza del giudice amministrativo è fornito dall’art. 133 del Codice del processo amministrativo. Le materie più importanti riguardano le procedure di evidenza pubblica, le concessioni di beni e servizi pubblici, l’urbanistica, l’edilizia, le espropriazioni e gli aiuti di Stato.

Großfürstentum Moskau

Das Großfürstentum Moskau (russisch Великое Княжество Московское, wiss. Transliteration Velikoe Knjažestvo Moskovskoe) war ein russisches Teilfürstentum, das durch die im 14. Jahrhundert erlangte Vormachtstellung in der nordöstlichen Rus und durch stetigen politischen und geographischen Machtzuwachs zur Keimzelle des Russischen Reiches wurde. Das Fürstentum Moskau existierte ab 1263, von 1340 bis 1547 hielt es die Großfürstenwürde. Nachfolgestaat wurde das von Iwan IV. im Jahr 1547 proklamierte Russische Zarenreich.

Das Moskauer Fürstentum entstand in den 1260er Jahren als ein Teilfürstentum (удел) des Großfürstentums Wladimir-Susdal. Seinen Mittelpunkt bildete die 1147 erstmals erwähnte Stadt Moskau. Das Gebiet des Fürstentums blieb zunächst monostädtisch, das heißt die einzige Stadt des Fürstentums bildete zugleich die Hauptstadt. Sein Gebiet, anfangs noch kleiner als die heutige Stadtausdehnung, war mit dichten Wäldern und Sümpfen bedeckt und vor der mongolischen Invasion nur schwach besiedelt. Dies änderte sich jedoch, als in der zweiten Hälfte des 13. Jahrhunderts Flüchtlinge aus den stark verwüsteten südlichen Gebieten, aus Kiew, aus Tschernigow, aus dem südlichen Perejaslaw hierher zogen. Damit unterschied sich die demographische Situation Moskaus deutlich von derjenigen der anderen Siedlungen in der nordöstlichen Rus wie z.B. der von Twer, Rostow, Jaroslawl, Kostroma oder Gorodez. Dort blieben die Verhältnisse aus der vormongolischen Zeit, insbesondere die des Adels, erhalten. Einwanderer hatten so kaum Aufstiegschancen.

Auch viele Krieger zogen aus Kiew und Umgebung nach Moskau und dienten den ersten Moskauer Fürsten. Die Bildung eines Heeres aus kriegspflichtigen Kriegern förderte den Aufstieg Moskaus. Am Fürstenhof wurden die Krieger unterhalten und versorgt, an die wegen des geringen Herrschergebietes noch keine Landgüter vergeben werden konnten. Das Streben nach materiellem Gewinn, welcher zur Unterhaltung des aufgeblähten Hofstaates nötig war, hat zur Entstehung einer expansionistisch ausgerichteten Staatsorganisation geführt. Nur so ließ sich das Problem des Güterbesitzes in dem kleinen, an fruchtbaren Böden armen und mit Kriegern übersättigten Fürstentum lösen. Hohe Bevölkerungsdichte, begrenztes Territorium, Traditionen der Großfürstentümer Kiew und Tschernigow, welche von den Einwanderern mitgebracht wurden, waren Elemente, die die Hauptlinien der Außenpolitik der ersten Moskauer Fürsten bestimmten. Aus diesen Traditionen ergab sich das Streben nach einer angesehenen Stellung beim Khan der Goldenen Horde unter den russischen Fürsten und gegenüber dem Haupt der russisch-orthodoxen Kirche, dem Metropoliten.

Durch die Erwerbung von Kolomna, Pereslawl-Salesski (1302, 1305 wieder verloren) und Moschaisk an der Schwelle zum 14. Jahrhundert, also in der ersten Phase der Entwicklung des Moskauer Großfürstentums, die bis zum Machtantritt Iwan Kalitas gerechnet wird, konnte Juri I. Daniilowitsch (1303–1325) sein kleines Territorium merklich vergrößern. Um 1300 betrug die Fläche des damals noch kleinen Moskauer Teilfürstentums etwa 28.000 km². Ziel dieser Expansion war die Gewinnung der Kontrolle über den gesamten Lauf der Moskwa und die Erwerbung dicht besiedelter, fruchtbarer Gebiete. Unter seiner Herrschaft konnte er das Territorium verdreifachen, womit er das erste Ziel fast erreichte.

Die Expansion Moskaus auf Kosten der Nachbarn zog Konflikte und Kriege mit den betroffenen Nachbarn nach sich. Gegenstand des Streites war seitdem auch die Großfürstenwürde, auf welche die Fürsten von Twer gleichfalls Anspruch erhoben. Im Zuge dieses Kampfes sollten die Herrscher beider Seiten, der Twerer Fürst Michail Jaroslawitsch († 1318) wie der Moskauer Fürst Juri I. Daniilowitsch († 1325) im Lager der Goldenen Horde den Tod finden. Im Folgenden konnte sich Moskau mit Hilfe der Mongolen gegen die rivalisierenden Fürstentümer Twer und Rjasan durchsetzen. In den 1320ern änderte sich auch das Herrschaftssystem der Tataren. Die Funktion des Mittlers und des Steuereintreibers zwischen vielen russischen Fürstentümern und den Mongolen wurde dem ersten der russischen Fürsten übertragen, wodurch deren politische Abhängigkeit verstärkt wurde, denn sie selbst waren für die Zahlungen der Tribute verantwortlich und gefährdeten bei nur geringfügigen Unterschlagungen ihre eigene Herrschaft.

Nach dem Tod von Juri I. Daniilowitsch 1325 folgte Iwan Kalitas als Moskauer Fürst. Seine Herrschaft war durch ein Bündnis Iwans mit dem Metropoliten der Rus sowie den fortgeführten Kampf mit den Fürsten von Twer um die Großfürstenwürde gekennzeichnet. Iwan Kalitas Herrschaftsübernahme war von dramatischen Ereignissen in der Horde begleitet. Fürst Dimitri II. von Twer ermordete aus Rache für den Tod seines Vaters den Moskauer Fürsten Juri I. Daniilowitsch ohne die Erlaubnis des Khans an dessen Hof in Sirai. Für diese Eigenmächtigkeit ließ der Khan ihn verhaften und ein Jahr später hinrichten. Der Großfürstentitel verblieb aber weiter bei Twer, und ging an Alexander Michailowitsch (1326–1328). Unter seiner Herrschaft kam es in Twer 1327 zu einem antimongolischen Aufstand, den sich Iwan Kalita zu nutzen machte. Er bot sich als williger Gehilfe der Tataren an und bekämpfte gemeinsam mit diesen den Aufstand, der die Macht Twers brach und ihm die Großfürstenwürde einbrachte. Er hatte den Vorteil, sein Herrschaftsgebiet nicht unter seinen Söhnen aufteilen zu müssen und ersparte Moskau verheerende Plünderungsfeldzüge der Mongolen, mit denen andere Fürstentümer oft konfrontiert waren. Dadurch konnte sich der Handel und das Handwerk in Moskau gut entwickeln. 1321 konnte er den Metropoliten der Russisch-Orthodoxen Kirche dazu bewegen, seinen Sitz von Wladimir nach Moskau zu verlegen, was dazu diente, Moskau auch die geistliche Vormachtstellung in Russland zu verschaffen.

In den 1360ern konnte das rivalisierende Fürstentum Nischni Nowgorod besiegt werden. Iwans Nachfolger Simeon der Stolze nannte sich bereits Großfürst der ganzen Rus. In der zweiten Hälfte des 14. Jahrhunderts kühlten sich die Beziehungen Moskaus zur Goldenen Horde ab, was durch die Moskauer Politik der Sammlung der russischen Erde bedingt war. Moskau wurde zum Zentrum des russischen Widerstandskampfes gegen die mongolisch-tatarische Herrschaft. Das Moskauer Heer wehrte tatarische Angriffe auf Rjasan und Nischni Nowgorod ab und 1380 konnte ein vereinigtes russisches Heer unter der Führung des Moskauer Großfürsten Dmitri Donskoi die Tataren in der Schlacht auf dem Schnepfenfeld entscheidend schlagen. Zwar beendete dieser Sieg noch nicht die Tatarenherrschaft, doch hatte er eine große symbolische Bedeutung und stärkte das Ansehen Moskaus in Russland weiter.

1392 wurden Moskau die Gebiete Nischni Nowgorods und Kostroma angeschlossen und auch der Moskauer Einfluss auf die Republik Nowgorod begann zu wachsen. 1460 hatte das Großfürstentum Moskau bereits eine Fläche von 430.000 km² erreicht.

Einen entscheidenden Machtzuwachs erfuhr das Großfürstentum Moskau im 15. Jahrhundert. Nachdem 1453 die osmanischen Türken Konstantinopel eroberten und das Byzantinische Reich zu existieren aufhörte, erklärte Iwan der Große Moskau zum einzig verbliebenen Hort des orthodoxen (rechtgläubigen) Christentums und zum Dritten Rom. Um den Erbschaftsanspruch auf das Byzantinische Reich zu bekräftigen, heiratete er 1472 Sofia Palaiologa, die Nichte des letzten byzantinischen Kaisers Konstantinos XI. Palaiologos. Auch wurden byzantinische Insignien wie der Doppeladler als russisches Wappen übernommen.

Die Herrschaft Iwans des Großen (1462–1505) dauerte 43 Jahre und war die längste Herrschaftszeit in der gesamten russischen Geschichte bis heute. Er vervierfachte das Gebiet des Großfürstentums, unter anderem durch die Unterwerfung der Nowgoroder Republik und den Anschluss von Pskow. Die Fürsten der eroberten Gebiete durften meist als Titularfürsten im Rang von Bojaren weiter eine gewisse Macht ausüben. Das Nowgoroder Patriziat wurde jedoch durch Umsiedlung ausgeschaltet. Unter Iwan III. wurde der heutige Moskauer Kreml anstelle einer älteren hölzernen Konstruktion erbaut. Durch erfolgreiche Feldzüge machte er den östlichen Rivalen Wolgabulgarien (Khanat Kasan) zu seinem Vasallen.

Die unter der Herrschaft des Großfürstentums Litauen stehenden Rus-Gebiete begannen immer mehr nach Moskau zu blicken, nachdem durch die litauisch-polnische Personalunion der orthodoxe Bevölkerungsteil in seinen Rechten zunehmend beschränkt wurde. Moskau, das sich als Nachfolger der Kiewer Rus und der Beschützer der Orthodoxie sah, nahm zahlreiche Überläufer samt ihren Ländereien auf. Durch den Sieg über das Großfürstentum Litauen in der Schlacht von Wedroscha wurde ein Drittel seines Territoriums Moskau offiziell angeschlossen.

Das wichtigste Ergebnis von Iwans Herrschaft war jedoch das Stehen an der Ugra im Jahr 1480, das das endgültige Abschütteln der Oberherrschaft der Goldenen Horde zur Folge hatte, die sich im Folgenden in mehrere Khanate aufspaltete. Im Inneren setzte Iwan die Primogenitur gegen das hergebrachte Senioratsprinzip durch, wie es mehrere seiner Vorgänger bereits versucht hatten. Dadurch erhöhte Iwan die Stabilität der Erbfolge und des Moskauer Territoriums erheblich. Seinen enterbten Brüdern gewährte Iwan zum Ausgleich Apanagen.

Unter Wassili III. wurde 1514 die von Litauern gehaltene bedeutende Stadt Smolensk erobert. 1510 erfolgte der Anschluss der Republik Pskow, 1521 des südlichen Fürstentums Rjasan. Gleichzeitig begannen vom Süden her jedoch Überfälle der Krimtataren, die an der zunehmenden Unterlegenheit Litauens nicht interessiert waren. Die Krimtataren zogen es vor, die Kriege der beiden Rivalen Moskau und Litauen am Leben zu halten, um von beiden Seiten mit reichen Geschenken umworben zu werden und Plünderungsfeldzüge unternehmen zu können. In dieser Zeit nahmen auch die Moskau-Kasan-Kriege zwischenzeitlich eine für Moskau unvorteilhafte Wendung.

Unter Iwan dem Schrecklichen wurden jedoch die Tatarenkhanate Kasan und Astrachan endgültig erobert, womit der Zugang zum Kaspischen Meer erworben und Russland erstmals zu einem multinationalen Land wurde. Iwan proklamierte sich 1547 zum Zaren von Russland, in Anlehnung an das lateinische Caesar (Kaiser). Offiziell wurde das Moskauer Großfürstentum ab diesem Zeitpunkt in Zarentum Russland (russisch Царство Русское) umbenannt. In westlichen Chroniken wurde der russische Staat jedoch bis zur Regierungszeit Peters des Großen – ab dann Russisches Reich – überwiegend noch Moskowien genannt.

Fürst von Moskau war der Titel des mittelalterlich-russischen Herrschers vor seiner Erhebung zum Großfürsten durch den tatarischen Großkhan. Nicht verwechselt werden darf der Großfürst von Moskau mit dem neuzeitlichen Titel Fürst von Moskau bzw. Fürst von der Moskwa, den der erste französische Kaiser Napoleon seinem Marschall Michel Ney anlässlich der Schlacht von Borodino verliehen hatte. Die Franzosen bezeichnen diese Schlacht als Schlacht von Moskau bzw. Schlacht von der Moskwa (Bataille de la Moskowa), da sie die Einnahme Moskaus ermöglicht habe. Für seine Verdienste in dieser Schlacht wurde für Ney dieser Titel geschaffen, der mit keinerlei Rechten oder Privilegien in Moskau oder Russland verbunden war. Während des zweiten französischen Kaiserreichs trugen jedoch auch Neys Sohn und Enkel weiterhin diesen Titel.

Aanval op de haven van Zeebrugge

1e slag bij Helgoland · Doggersbank · Jutland · 2e slag bij Helgoland · Zeebrugge · 1e aanval op Oostende · 2e aanval op Oostende

De aanval op de haven van Zeebrugge (Engels: Zeebrugge Raid) tijdens de Eerste Wereldoorlog was een Britse aanval op de haven van Zeebrugge op 23 april 1918 met het doel de vaargeul te blokkeren, zodat Duitse U-boten niet meer konden uitvaren. Tegelijkertijd werd ook de haven van Oostende aangevallen.

Met de zeeslag bij Jutland was de Duitse vloot verslagen. Duitsland besloot om de oorlog niet op maar onder de zee voort te zetten als onbeperkte duikbotenoorlog. Hiertegen hadden de Britten toen geen verweer. Duikboten vanuit Wilhelmshaven vormden geen grote bedreiging, omdat ze een dag onderweg waren en langs mijnenvelden moesten. Een poging om de mijnen te vegen was mislukt tijdens de Tweede slag bij Helgoland. Antwerpen was ook geen probleem, omdat het van op het water kon beschoten worden. De duikbootbasis van Brugge lag te ver landinwaarts om ze vanuit zee te beschieten. Ook ze vanuit de lucht bombarderen was in die tijd te moeilijk. De duikboten voeren langs de kanalen naar Zeebrugge of Oostende en zo naar zee, waar ze Britse schepen aanvielen.

In 1915 had de Britse admiraal Reginald Bacon al geprobeerd om de sluispoorten te beschieten vanaf monitors, maar daarbij waren alleen de gebruikte 305mm-kanons kapotgeschoten en niet de sluizen. John R. Jellicoe stelde in 1917 voor om Zeebrugge te bezetten, maar het landleger geraakte niet door de Duitse verdediging. Admiraal Roger Keyes werkte een plan uit om de havengeulen van Zeebrugge en Oostende te blokkeren en de admiraliteit gaf groen licht in februari 1918. De aanval werd op 11 april en op 14 april afgeblazen wegens slecht weer. De motorboot HMS CMB 33 was daarbij gestrand in Duits gebied. De bevelvoerder had – tegen alle instructies in – de aanvalsplannen meegenomen die in handen van de Duitsers waren gevallen.

In de haven van Zeebrugge waren bunkers en verstevigingen aangelegd en er was zware artillerie op de havendam. De toegang van de haven zelf werd gedeeltelijk geblokkeerd door de verankering van een viertal aken.

Op 22 april 1918 nam admiraal Keyes het bevel over een vloot van 168 schepen en een troepenmacht van 1800 man.

De aanval begon op 23 april 1918 vanuit Dover, Duinkerken en het Zwin. Kort voor middernacht begon een afleidingsmanoeuvre. De kruiser HMS Vindictive en twee overzetboten, Daffodil en Iris II, vielen de golfbreker aan. HMS Vindictive moest 200 mariniers afzetten aan de monding van het kanaal naar Brugge om de Duitse artillerie onschadelijk te maken. Een rookgordijn zou het schip aan het zicht onttrekken. De Duitsers verweerden zich heftig: zo ging de matroos Hermann Künne van de torpedoboot S53 de leider van de mariniers met een mes te lijf. Hij stak hem neer, maar werd zelf neergeschoten. De wind draaide en het rookgordijn waaide weg. De mariniers kwamen onder Duits vuur en sneuvelden bij bosjes. Om de aanval op de havendam te ondersteunen waren er ook nog twee oude duikboten volgestouwd met springstof. Duikboot C3 kon om 00:15 uur het viaduct naar de golfbreker opblazen met vijf ton explosieven zoals voorzien. Hiermee werd het de verdedigers onmogelijk gemaakt versterkingen aan te voeren. De zeskoppige bemanning kon met een reddingsboot ontkomen. De andere onderzeeboot, de C1 kwam niet in de buurt van het doel en werd teruggesleept naar de vertrekbasis.

Terwijl de Duitse tegenaanval zich op deze aanval concentreerde, brachten de Britten om 00.30 uur enkele schepen voorbij de vuurtoren. De drie schepen uit 1890, de Thetis, Intrepid en Iphigenia, waren geladen met beton. De bedoeling was om ze in de vaargeul tot zinken te brengen en zo die havengeul te blokkeren. Na de mislukte aanval op de golfbreker kwamen de drie schepen onder zwaar Duits vuur te liggen. Vooral de Thetis kreeg treffers en het schip bereikte niet de vaargeul, het liep vast op een zandbank en werd te vroeg tot zinken gebracht. De twee andere schepen bereikten wel het kanaal en werden zo schuin als mogelijk in de vaarweg tot zinken gebracht. Onder hevig Duits vuur werd de bemanning met snelle motorboten opgepikt. De Thesis zou als eerste de sluisdeur naar het kanaal naar Brugge moeten rammen, dit was mislukt en de andere twee schepen hielden zich aan de instructies en namen niet de taak van de Thesis over. Zou de sluisdeur zijn beschadigd dan had dit geleid tot een groter succes van de actie.

Om 00:50 uur gaf de Daffodil met de sirene het signaal om de gevechten af te breken en terug te keren naar de schepen. Onder dekking van rookgordijnen en het vuur van de kanons van de monitors trok de gehavende vloot zich terug. In de loop van 23 april voer de vloot de Britse thuishavens binnen.

De Duitsers verwijderden twee pieren, zodat de Duitse duikboten al twee dagen later bij hoog tij langs de blokkerende schepen konden varen. Van de 1700 Britten lieten 200 het leven, waaronder commandant Frank Arthur Bock, de man die het rookgordijn bedacht en uitvoerde.

De aanval op de haven van Oostende die tegelijkertijd plaatsvond was ook een mislukking. Ook een tweede aanval op Oostende in mei mislukte. Duitse duikboten konden nog altijd vanuit Brugge naar Zeebrugge of Oostende de zee op, totdat in oktober 1918 de Britse landmacht het terrein veroverde. De gezonken wrakken werden pas in 1921 geborgen.

De aanval op Zeebrugge wordt door de Britten ieder jaar herdacht op 23 april, Saint-George’s Day. De operatie stond model voor Operatie Chariot, een soortgelijke aanval op Saint-Nazaire tijdens de Tweede Wereldoorlog.

Kaart met schepen en scheepsbewegingen

De gezonken Intrepid en Iphigenia in de havengeul van Zeebrugge in april 1918

Britse herdenkingsplaat in de haven van Zeebrugge

Detail Britse herdenkingsplaat